Nella Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile scorso è stato pubblicato il comunicato del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase), che approva le regole operative per l’accesso ai benefici previsti dal decreto 13 marzo 2024 “Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – M2C2 I 1.4 Sviluppo biometano secondo criteri di promozione dell’economia circolare misura Pratiche ecologiche”, elaborate e trasmesse dal GSE.
Il decreto del 13 marzo 2024 riguarda la concessione di finanziamenti per promuovere l’economia circolare nelle aziende agricole, focalizzandosi su tre principali aree:
- la produzione di biometano. In tale ambito sono oggetto di contributo le spese per la progettazione e la realizzazione delle strutture, compreso il miglioramento e la ristrutturazione dei manufatti esistenti, l’acquisto di macchine e attrezzature per la lavorazione del digestato, le spese generali e per la progettazione;
- la sostituzione di trattori obsoleti con modelli più efficienti alimentati a biometano,
- il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti di biogas.
È previsto un contributo in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili, per un totale di 193 milioni di euro provenienti dal PNRR.
Gli incentivi sono destinati agli imprenditori agricoli che rispettano i requisiti di PMI che non sono in difficoltà economica, e che presentano la domanda per ottenere i contributi entro il 30 giugno 2026.
Gli interventi incentivabili includono:
- la creazione di poli consortili per la gestione del digestato;
- l’acquisto di macchine per la lavorazione del suolo;
- la sostituzione di trattori obsoleti con nuovi trattori alimentati esclusivamente a biometano;
- l’installazione di sistemi di recupero del calore negli impianti di biogas.
I progetti saranno selezionati tramite procedure competitive, con priorità per quelli che rispettano criteri di sostenibilità e riduzione delle emissioni di CO2.
Il GSE gestisce i fondi e si occupa delle verifiche e dei controlli in ogni fase del procedimento.
È previsto che i contributi possano essere revocati in caso di dichiarazioni mendaci, perdita dei requisiti di ammissibilità, o violazione dei principi di sostenibilità (DNSH).

